Due giorni diversi ma uguali in Valdichiana, dove nel fine settimana del 29 e 30 marzo si è tenuta l’ottava edizione dell’8° Raid Città della Pieve di Endurance, organizzato dalla Asd Wild Horse di Monteleone d’Orvieto.
Le danze sono cominciate venerdì pomeriggio con il briefing delle gare Fei nell’Auditorium ed ex-Chiesa di Sant’Agostino, che con la sua settecentesca eleganza era in tono con l’importanza sportiva dell’evento.
Più di 200 binomi da tutta Italia (isole comprese!) e alcuni dall’estero si sono infatti ritrovati nella cittadina umbra per disputare la propria gara, tra le 5 categorie di sabato e le 6 di domenica.
La pioggia di sabato ha reso il percorso più delicato da affrontare a causa del fango.
Ma come ha detto Pier Luigi Grassi, ispettore e giudice del Masaf che ha seguito attentamente cavalli e cavalieri in entrambe le giornate, “Le gare fatte con il bel tempo nella memoria si confodono le une con le altre: una giornata eroica come quelle che si vivono in sella sotto la pioggia te la ricordi tutta la vita”.
E sicuramente la ricorderà Caterina Coppini, che con Zirmo de Piné ha tagliato per prima il traguardo della 160 km.
Un arrivo in volata con la piemontese Camilla Curcio su Synphonik dei Laghi, separate da un solo secondo ma unite in un bellissimo sorriso e in una stretta di mano al galoppo.
Che, da sola, vale tutta la pioggia archiviata nelle ossa aspettandole all’arrivo: che ha visto terzi Federico Valerio e Demon Melograno.
Il risultato di Camilla è impreziosito dal premio per la Best Condition di Zirmo, un prodotto dell’allevamento de Piné di Mattia Cadrobbi.
Podio tutto rosa per la CEIY J2* 120 km: Giorgia Paganini con Glinkaya Cabirat hanno preceduto di quasi un minuto Gloria Tinaburri e Nukaib Bosana e di una ulteriore manciata di secondi Aurora Sirtori e Mogadiscio Bosana, un Anglo-Arabo dalla bellezza che ruba il cuore.
A Pietro Villa con Gladiator Larzac la palma della CEI2* 120 km, dietro di lui Giada Tresoldi con Atlan e Lucia Francenici con Lupinetta.
La CEI1* 100 km ha visto Daniel Braido e Plundiss di Bienn vittoriosi su Marco Moca e Oron Bosana, terzi Carolina Tavassoli Asli e Armaan del Conero, Best Condition su questo podio.
Giada Neri e CM Iris Ruella hanno vinto la CEIYJ1* 100 km, d’argento Lucrezia Ceccaroni e Anitza Armor e di bronzo Matilda Bricchi con Naxos Bosana AA . Il Best Condition di questa categoria è risultato Nashi dei Laghi, che sotto la sella di Martina Alioli è arrivato al 4° posto.
La domenica ha regalato un bel sole che ce l’ha messa tutta per asciugare il fango, protagonista indiscusso di questo week-end pievese.
E dovendo scegliere, bene che sia andata così: perché era la giornata dedicata a cavalieri e amazzoni meno esperti e ai cavalli giovani, oggetto di particolare attenzione per Masaf e Anica.
Dalle 20 km in su, fino alla CEN B 84 km più di 120 binomi hanno preso il via lungo i percorsi disegnati da Mimmo Fratini e Davide Trincia.
Percorsi che, lo ricordiamo, attraversavano ben 4 comuni, grazie alla rete di strade bianche e sentieri – anche storici, come l’itinerario della Via Germanica Romea – di cui è ancora ricca l’Umbria.
Oltre a quello di Città della Pieve hanno visto galoppare i Nostri anche Fabro, Ficulle e Monteleone d’Orvieto, con i rispettivi sindaci che hanno donato ognuno un trofeo tra le gare Fei in aggiunta a quello offerto dalla Asd Wild Horse.
Domenica è stata anche la giornata dei premi Anica e della 1° Tappa giovani cavalli Masaf. Balakik nella 20 km, Zenzola Filomena nella 40 e Daje Pieffe nella 84 km si sono piazzati al primo posto di questa speciale classifica.
Daje Pieffe è anche stato il Best Condition tra i partenti della 84 km, come Ego Agylla nella 40 km sotto la sella di Paolo Campetella ed Ermolli del Mejlogu nella 40 km con Elettra Sassi.
Grande attenzione, oltre che ai risultati agonistici, anche all’allevamento italiano.
Non per niente l’Ispettore Masaf, Pier Luigi Grassi, è stato attento osservatore dei cavalli presenti in tutti e due i giorni, dall’alba di sabato alle premiazioni di domenica nel tardo pomeriggio.
“E’ la prima tappa dell’anno in cui i nostri giovani cavalli si confrontano tra loro, in un circuito che dura un anno, suddiviso su 6 tappe distribuite in tutta Italia. E dove alla fine si vedranno i campiono tra i 4, 5, 6, 7 e 8 anni. Noi premiamo gli allevatori che portano i loro prodotti nello sport, che sia Dressage o Salto Ostacoli, Endurance o Monta da Lavoro o Completo”.
Come funziona il vostro sostegno all’allevamento nazionale?
“Abbiamo progettato un percorso abbastanza leggero, perché vogliamo che questi cavalli arrivino all’età adatta a cominciare un impegno serio nelle migliori condizioni non solo fisiche, ma anche psicologiche. Anzi, sottolineo l’importanza fondamentale che hanno anche queste ultime: perché quando un cavallo non si diverte più, il cavallo non c’è più”.
Quale è il meccanismio che vi aiuta a raggiungere questo obiettivo?
“Ci saranno le classifiche Fise coi loro punteggi, e altri dati dai veterinari che giudicheranno le andature dei cavalli alla fine del percorso di gara. A questi andranno sommati anche i punteggi dei dati metabolici: la somma darà quindi una classifica premi a parte, dove non è detto che il cavallo che ha vinto la gara sia primo anche nella classifica premi allevatoriali. L’obiettivo è che il primo della nostra classifica sia in Best Condition cioè un cavallo che ha sì fatto bene dal punto di vista sportivo, ma che è arrivato anche in ottime condizioni”.
Qui potete trovare tutte le classifiche, da Endurance On Line.
Da Comunicato stampa